mercoledì 19 novembre 2008

Libri universitari fotocopiati, quattro denunce



FONTE Il mattino del 19/11/'08


Fotocopie di testi universitari venduti a meno della metà del prezzo originale. Raccolti in fascicoli per gli studenti che volevano risparmiare sull’acquisto dei libri. Quattro librai di Fisciano sono stati denunciati dai finanzieri del Gruppo Salerno, diretti dal tenente colonnello Fabrizi Chirico. Secondo quanto appurato dai militari della finanza, i quattro librai vendevano le dispense fotocopiate ad un prezzo che varia tra i 18 e i 35 euro mentre i libri originari costano tra i 45 e i 100 euro. E c’erano pubblicazioni di ogni tipo: da testi di diritto a quelli di economia aziendale, da libri usati a medicina a quelli di filosofia. Le fiamme gialle hanno così trovato e sequestrato ben 215 testi illegalmente fotocopiati, assieme a ben dieci fotocopiatrici e due personal computer. La curiosità: alcuni di questi testi erano anche archiviati nei personal computer così da poter essere scaricati all’occorrenza. I militari non hanno però agito da soli. Durante l’operazione sono stati accompagnati anche da funzionari della Società italiana degli autori ed editori (Siae) il cui contributo è stato determinante in quanto hanno collaborato anche nell’individuare le librerie che agivano in maniera illecita. L’operazione nasce a seguito di una specifica attività di indagine nel corso della quale i finanzieri, attraverso appostamenti e controlli, hanno notato alcune librerie particolarmente affollate. Così, sapendo che ad ogni inizio di anno scolastico c’è una commercio di fotocopie di libri, ai militari è bastato poco per rinvenire un ingente quantitativo di dispense pronte per la distribuzione, e sapientemente occultate in locali adiacenti al banco-vendita di quattro librerie nei pressi dell’Università. I librai sono stati tutti denunciati in quanto responsabili della violazione alle norme in tema di diritto d’autore. Ci sono ancora indagini in corso per verificare quante dispense sono state vendute e di quanto avrebbero già evaso il fisco, per la mancata contabilizzazione dei proventi che ne derivano. In effetti il loro modus operandi era semplice: alcuni studenti era già a conoscenza dell’alternativa, ad altri invece veniva proposto il risparmio con l’alternativa dispensa al libro. Puntando i loro affari sul passaparola tra gli stessi studenti universitari. Non è la prima volta che la finanza mette a segno un intervento di questo genere, In altre circostanze, però, i militari avevano agito su sollecitazione della case editrici che avevano chiesto controlli più rigorosi ad ogni nuova sessione d’esame o inizio di anno accademico.

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